Museo Ferrovie Biellesi


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La linea Biella Novara

La Storia

La linea Biella Novara

(estratto da “ Storia delle Ferrovie in Piemonte “ di Luigi Ballatore © editrice Il Punto Torino)
La realizzazione della ferrovia da Biella a Novara per Cossato, ultima linea in Piemonte costruita dalla industria privata, fu lunga e tormentata.
Da molti decenni i biellesi reclamavano l’attuazione di tale linea, tanto più che le numerose ed importanti industrie della fiorente zona ritenevano ormai indispensabile una rapida comunicazione ferroviaria con la Lombardia ed un più diretto collegamento con i porti liguri e con i transiti doganali alpini .
Tale necessità era maggiormente sentita dal biellese orientale, privo di ferrovia : Cossato e le industrie delle Valli superiori dovevano trasportare i loro prodotti a Biella per avviarli lungo la indagata linea da Biella a Santihià, punto di convergenza sulla ferrovia Torino – Milano.
Nel mese di Novembre del 1924, in una riunione di Parlamentari piemontesi presso la Camera di Commercio di Torino, la questione della costruzione della Biella Novara fu vivacemente discussa.
In passato non erano mancate le perplessità di Torino che temeva, con la realizzazione di detta linea, uno spostamento del traffico biellese sulla regione lombarda.
Un articolo della concessione della Santhià Biella, vietava la costruzione di altre linee concorrenti.
Però, alla fine tutti convennero che non si doveva porre alcun ostacolo alla attuazione, da parte dell’industria privata, del progetto della Biella – Novara, approvato dall’Autorità Superiore.
Finalmente, con Regio Decreto del 17 dicembre 1925, si approvava la convenzione per la concessione della Società anonima Ferrovie Elettriche del Novarese della costruzione e dell’esercizio della ripetuta ferrovia.
Le aspirazioni dei biellesi trovavano pura viva adesione nel novarese orientale.
Nonostante una situazione tanto favorevole, la realizzazione della linea Biella – Novara era ancora destinata a protrarsi per più anni, malgrado l’esecuzione dei lavori, anche se in presenza di alcuni importanti ed impegnativi ponti, non presentasse grosse difficoltà.
Infatti,non mancarono, per più motivi, prolungate sospensioni dei lavori stessi.
Si attaraversarono periodi nei quali, pur essendo già completato il primo gruppo di opere, la ferrovia sembrava destinata all’abbandono.
Poi, con l’intervento dei maggiori esponenti dell’industria del biellesi, mercè la preziosa azione svolta dal Presidente dell’Istituto Laniero, Garbaccio, che aveva pure ottenuto la presidenza della Società concessionaria, venivano superate le ultime e non trascurabili difficoltà tecniche e finanziarie.
L’inaugurazione della linea avveniva il 18 maggio 1939, ma l’apertura al regolare servizio si effettuava solo il 20 Luglio 1940.
L’intero percorso, ad andamento molto regolare, con curve dello sviluppo del 2 per cento, e con pendenza media del 5,5 e massima del 20,4 per mille, risultò lungo 50,8 chilometri.
Tra le numerose opere d’arte, in gran parte di non rilevante importanza, si annoverano : 2 galleria, da 102 e 281 metri di lunghezza; 14 ponti da 1 a 9 campate, di luce da 6,30 a 22, 50 metri ; 15 cavalcavia; 9 sottovia e ponti da 3,80 a 10 metri di luce,; oltre 450 tra ponticelli, tombini e sifoni, di luce da 0,40 a 3 metri.

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